Eishof-Pferlders

Eisjoch

17 luglio


Neve
Neve

Diario di viaggio

Oggi dobbiamo affrontare l'unica tappa alpina, attraverso il valico dell'Eisjöchl a quasi 2.900 metri. In discesa decideremo di non seguire la via principale, ma di passare per il sentiero 44 che taglia a mezzacosta la valle e offre una visuale migliore sul gruppo di Tessa. Ci sarebbe piaciuto anche salire sulle Hohe Wilde, ma la molta neve ci ha fatto desistere.
Partiamo al mattino molto presto, quando il primo sole sbuca da dietro l'Hohe Wilde. La strada prosegue ancora per un tratto, attraverso il piano e nel lariceto. Nel letto sassoso del torrente sono stati costruiti molti ometti di pietra, come al passo di San Chiaffredo. La mulattiera che va da qui a Pfelders è molto bella: fu costruita inizialmente dal DuÖAV quando per servire lo Stettiner Hütte e fu successivamente rifatta dai battaglioni Dronero e Edolo degli Alpini, come ricordano alcune scritte che si incontrano in salita. Sale in maniera molto regolare. Il paesaggio è idilliaco: cascate, rododendri fioriti, fiori nei prati. Il tragitto è anche molto interessante da un punto di vista geologico, perché si trova nella zona di sovrapposizione di falde diverse. Attira la mia attenzione in particolare un masso sul sentiero che ho battezzato Gneissbrötchen, perché è formato da una lama di gneiss racchiusa tra due calotte di marmo. Trovo anche una pietra di quarzo.
Negli ultimi duecento metri calpestiamo molta neve, anche se non presenta difficoltà, perché il passaggio di molti escursionisti ha tracciato un solco profondo. Alla prima neve che incontriamo i cicli di fusione e rigelo hanno donato una forma davvero curiosa, come di tante piccole piramidi.

Al colle ammiriamo l'orrido spettacolo del rifugio semidistrutto da una slavina di questo nevoso inverno. Il nevaio sottostante è ingombro di travi, assi, materassi e anche qualche lavandino. Solo da pochi giorni è stata ripristinata la zona diurna, che funziona offrendo una cucina agli escursionisti. Ne approfittiamo per un piatto caldo.
Scendiamo ancora per un tratto tra i nevai, poi ci separiamo: mentre due proseguono per la mulattiera, il resto del gruppo imbocca il sentiero che punta in quota verso la Schneidalm. Questa variante è davvero faticosa, perché è formata da una lunga successione di saliscendi: quando si arriva a monte della Schneidalm e comincia la discesa verso Pfelders è come una liberazione. Però è anche molto bella: si cammina su pendii erbosi e cenge rocciose tra i dirupi, andando a cercare i passaggi praticabili. Di bellezza davvero orrida, da sublime romantico, una gola infossata che si supera standone poco a monte e si può ammirare dall'alto. Unica nota stonata della tappa, una scivolata su un nevaio ripido che è costata a due del gruppo la prosecuzione del viaggio.
Arriviamo a Pfelders ormai con la luce della sera, esausti, mentre le mucche tornano alla stalla guidate dai bambini. Non abbiamo neanche il tempo di farci una doccia prima di cena, ma tutto sommato la variante valeva la pena.

Galleria fotografica

Eishof ore 4.10
Eishof ore 4.10
Aurora all
Aurora all'Eishof

Marmo
Marmo
Salita con Großer Scrottner
Salita con Großer Scrottner
Hohe Weisse
Hohe Weisse
Marmo
Marmo
Neve
Neve
Salita con Kleine Weiße
Salita con Kleine Weiße
Discesa dall
Discesa dall'Eisjöchl
Discesa dall
Discesa dall'Eisjöchl
Cengia sul sentiero 44
Cengia sul sentiero 44
Faltschnaltal
Faltschnaltal
Hohe Wilde
Hohe Wilde
Zepplich
Zepplich