Monte San Giorgio


Ricordo ancora quella mattina d'inverno del 1999. Era ancora buio quando mi svegliai, sollevai le tapparelle della finestra e vidi che il Monte San Giorgio stava bruciando. L'incendio era sul versante nascosto, ma le fiamme erano così alte da varcare il costone. Il giorno successivo si era esteso anche al versante visibile. Il disastro costò la vita a un volontario dei vigili del fuoco e lasciò moncherini inceneriti sui tutti i versanti. Non che il bosco avesse un grande pregio naturalistico: si trattava in gran parte di pini neri rimboschiti durante il Novecento (le foto di inizio secolo lo mostrano pelato). Questi pini, che allora andavano di gran moda, furono piantati fuori dal loro aerale, col risultato che sono spesso preda dei parassiti, come la processionaria. Hanno giusto un certo fascino estetico in certe occasioni, per esempio di notte illuminati dalla frontale o nella nebbia. Penso che la ragione sia la loro fitta uniformità, quella che hanno solo gli alberi tutti coevi dei boschi artificiali. Oggi un bosco di querce, il climax di questo ambiente, li sta piano a piano sostituendo.

Pineto
Pineto

Non so più quante volte da Piossasco sono salito in cima, sia dal sentiero, che dalla sterrata costruita dagli alpini. Da qui salgono anche i fuoristrada carichi di parapendii, che decollano dal prato poco sotto alla vetta. L'ambiente è abbastanza desolato, ma il panorama della vetta ripaga ampiamente. Infatti, nonostante la montagna sia alta appena 800 metri, si trova isolata, protesa come ultima propaggine delle Alpi verso Torino. Consente perciò di ammirare la città, la fertile pianura sottostante e buona parte dell'arco alpino occidentale.

Monte Rosa
Monte Rosa
Gran Paradiso
Gran Paradiso
Rocciamelone
Rocciamelone
Punta Cornour
Punta Cornour
Monviso
Monviso
Moonrise, Torino
Moonrise, Torino
Pinerolo (Via Lattea padana)
Pinerolo (Via Lattea padana)

Senz'altro però i giorni più evocativi per salire in cima sono quelli in cui la pianura è avvolta dalla nebbia. Non sono giorni frequenti, in questa zona. Capita spesso che ci sia inversione termica e il pinerolese sia immerso in una foschia marroncina di ossidi d'azoto, ma la nebbia fitta è un fenomeno raro. In quei pomeriggi, quando l'ombra della montagna si proietta sul mare bianco, si può osservare la gloria o spettro di Broken, ovvero un'aureola color arcobaleno attorno all'ombra della punta. Se la nebbia risale, si può proiettare anche la propria ombra sulle invisibili goccioline e vedere l'aureola attorno all'ombra della propria testa proiettata nel vuoto. Questo fenomeno, la cui spiegazione non è per nulla elementare, in passato ha generato meraviglia negli uomini, che spesso consideravano sacre le montagne su cui si verificava. Non so se valga lo stesso per il Monte San Giorgio. In cima ci sono le rovine di una cappella romanica; spesso queste erano costruite su preesistenti siti pagani, perché la sacralità di un luogo varca i confini delle religioni e anche dell'ateismo. Tuttavia non so se qui siano mai state condotte campagne di scavo.

Spettro di Broken
Spettro di Broken
Carezze
Carezze
Val Sangone
Val Sangone
Torino
Torino
Torino
Torino