Lago Bojret

Val Grande di Lanzo/Val Locana

12-19 settembre


La scala del Bojret
La scala del Bojret

Diario di viaggio

Una piccola meraviglia nascosta in un luogo dimenticato: questa è la miglior definizione che so dare della conca del lago del Bojret.
Si trova nel vallone di Cambrelle, in Val Locana, ma la strada più comoda per raggiungerlo parte da Vonzo, in Val Grande di Lanzo. Il sentiero che sale dal fondovalle, infatti, non è ben tracciato e in alcuni punti si perde, rendendo difficoltoso l'accesso per questa via. La via descritta qui, invece, presenta meno difficoltà: pur essendo tra i sentieri soliti delle valli di Lanzo, poco battuti e poco segnati, alla fin fine è difficile perdersi, anche quando la visibilità non è ottimale.

Si parte, come detto, da Vonzo alta, piccola frazione sul lato solatio a monte di Chialamberto, seguendo le indicazione per la chiesa di Ciavanis. Al termine dei prati che circondano il paese, una mulattiera lastricata corre tra i frassini delimitata da due bassi muri a secco. Purtroppo, poco più a monte è stata cancellata da una strada sassosa che porta a una presa dell'acquedotto, che tocca seguire per un paio di brevi tratti. Dalla presa, dove già si vede il bianco santuario, il sentiero rimonta un costone boscoso per sbucare nel pascolo dell'Alpe della Paglia Inferiore. Ciavanis è quasi a picco sopra di noi, in cima ad uno spuntone roccioso, che si aggira dapprima su sentiero e poi su scalinata.
Dal santuario ci si dirige alle vicine baite diroccate, dove si trova il sentiero che conduce all'alpeggio ancora in uso, raggiunto dalla strada. Qui le mucche trascorrono buona parte del mese di agosto, per poi essere trasferite all'Alpe della Paglia e quindi scendere all'alpeggio inferiore. Si supera il dosso che vi è dietro e si segue il lungo e basso muretto a secco (qualche sparuta e sbiadita tacca biancorossa indica il percorso). Si rimane poco distante dall'impluvio fino a un alto ometto d pietra, a quota 2030 circa, dove si piega bruscamente a sinistra, verso il costone, dietro cui si trova la minuscola Alpe Tovo.
Si sale quindi a serpentine tra i prati; il sentiero non è sempre molto evidente ma qualche ometto aiuta. Oggi le nuvole risalgono la valle e in alto mi avvolgono completamente. Sono previste schiarite, ma dovrò attendere ancora un po' per vederle. Ogni tanto compare Ciavanis, minuscola sotto di me. In alto si attraversa qualche pietraia, dove il sentiero ben lastricato annuncia lo spettacolo che mi attende varcato il colle.
Da qui fino al lago, infatti, è stata costruita una scalinata nella bastionata rocciosa. L'ultimo tratto, ripido su una cengia in parte artificiale, è davvero una meraviglia dell'ingegneria montanara. Il lago è incastonato tra levigate rocce di gneiss viola, identico a quello che si trova sulle pareti dell'attiguo vallone di Vassola. Le nuvole si squarciano quanto basta a mostrarmelo per pochi attimi in tutto il suo splendore. L'ambiente è decisamente glaciale: sulle rocce montonate stazionano diversi massi erratici. I pascoli sono magri, ma questo non ha impedito la costruzione di un alpeggio; ancora oggi la zona è sfruttata, probabilmente salendo dall'alpe Pian di Lee, come testimoniano le recenti fatte: vi vengono portati vitelli da carne. Dalle spalle del lago si vede anche tra le foschie il fondo della Val Locana. Tra il lago e lo sbocco dell'emissario c'è una piccola baia, sepatrata dal restodello specchio d'acqua da una stretta apertura. Quando la superficie del lago è increspata, osservando le onde passarvi attraverso, si può osservare il fenomeno della diffrazione: per effetto di esso le onde non la oltrepassano proseguendo diritte, ma vengono diffuse in tutte le direzioni.
Ovviamente mi fermo qui a mangiare: è anche l'ora giusta.

Nel primo pomeriggio grigio e azzurro si contendono il cielo in un balletto incessante. Parto quando sembra che il secondo cominci a prevalere. Si risale sul fianco della valle verso il colle della Forca, aggirando gli affioramenti rocciosi alla testata del vallone. Il lago, visto contro i nuvoloni che risalgono da Ciavanis, mostra il suo lato nordico, quasi in bianconero. Poco sopra il lago c'è un pianoro con una grande roccia piatta e levigata, oltre pascoli e rocce. Anche al colle c'è un vecchio alpeggio abbandonato.
Dallo spartiacque si domina il sottostante Pian di Lee con il laghetto allungato, le rocce montonate punteggiate di massi erratici e gli alpeggi ancora in uso. Il sentiero vi scende con ampie curve. Nel vallone di Vassola nuvoloni tentacolari risalgono dal basso, ma si infrangono contro la brezza fresca del nord, che li dissolve sotto di me. Ancora un'ora e sarà tutto limpido.
Da Pian di Lee si scende per un'ampia cengia erbosa avvallata, al cui centro scorre il torrente. Marciando sul bordo, si vedono in basso le baite dell'alpe Balmot, mentre il loro caratteristico masso triangolare resta appiattito e indistinguibile. Da qui risulta ben visibile il levigato alpeggio di San Bernè, con i suoi caratteristici ometti di pietra.

Oltre l'alpe Pian Trai, si aprono due possibilità. La più comoda è proseguire lungo l'evidente sentiero che prosegue in mezzacosta e termina a Pian Quarchietto, nei pressi del santuario di Ciavanis. Qui, la prima che ho fatto questo giro, mi sono fermato a godermi il tramonto, perché nel frattempo il cielo si era sgombrato quasi del tutto e l'aria era divenuta tersa: Ho poi ripreso poi il sentiero dell'andata e sono arrivato a Vonzo nel tardo crepuscolo.
In alternativa, a quota 2060 sulla destra si trova un bivio. Il sentiero che si segue non sarà sempre molto evidente, per usare un eufemismo, ma il percorso è selvaggio e affascinante. È davvero un peccato che un sentiero che porta in un posto così bello non sia più mantenuto. Puntando in direzione opposta a quella seguita dall'alpe Pian di Lee, si scende alla sottostante alpe Rocciapian, ben visibile dall'alto. All'alpeggio si piega a 180° e si riprende la direzione di valle, con belle viste sul vallone di Vassola. Si passa poco a monte dell'alpe Cialma e si prosegue restando in alto rispetto a tracce di camosci più evidenti. Da qui il sentiero sfuma sempre di più, ma scolorite tacche biancorosse ancora guidano nella direzione giusta. Si passa in alto rispetto ad una testa rocciosa, culmine delle pareti di Vassola. Da qui diventano evidenti la croce e l'ometto di Testarebbo, che è la prossima meta. Il sentiero scompare del tutto, con solo rade tacche che compaiono qua e là a segnalare che una volta qui c'era un sentiero e a rincuorare l'escursionista che si teme disperso.
Facendo lo slalom tra pietre e cespugli di varia natura, si raggiunge finalmente la cima, affacciata a picco sulla valle, all'imbocco del vallone di Vassola. È davvero mozzafiato l'infilata del vallone, con le verticali pareti a destra e le cascate in alto. Sono ben visibili anche la borgata di Chiappili in basso e la rocca di Santa Cristina più lontano. Sulle cime, non saprei dire, perché oggi sono avvolte nella nebbia.
Dalla croce si scende al colletto da cui si è passati in salita e sulla destra vi si trova un ometto. Qui si trova l'imbocco di un vecchio sentiero, riportato sulla carte de L'escursionista ma non sulla Fraternali, che scende a strette svolte verso la sottostante strada. Lo si segue e lo si perde continuamente, perché non è più ben tracciato e spesso invaso dalla vegetazione. Tuttavia geologiche tacche ormai ridotte al bianco pallido segnalano che una volta era segnato. Inoltre rami spezzati indicano che è ancora percorso, forse dai fungaioli, data l'abbondanza di miceti che si incontrano lungo il percorso. Anche se lo si perde, basta in ogni caso mantenere la direzione, puntando dritti verso valle, per riuscire a scendere alla strada evitando pietraie e dirupi.
Alla strada si piega a sinistra e si trovano quasi subito i prati che scendono a Chiappili. Li si percorre per tracce e si giunge alla bella borgata. Da qui decidiamo di scendere per la comoda strada chiusa al traffico, per riposare le gambe.

Galleria fotografica

Visioni mistiche sulla Bellavarda
Visioni mistiche sulla Bellavarda
Rocca sotto Ciavanis
Rocca sotto Ciavanis
Santuario di Ciavanis
Santuario di Ciavanis
Santuario di Ciavanis
Santuario di Ciavanis
La scala del Bojret
La scala del Bojret
Lago Bojret
Lago Bojret
Vallone di Cambrelle e val Locana
Vallone di Cambrelle e val Locana
Lago Bojret
Lago Bojret
Alpe Pian di Lee
Alpe Pian di Lee
Lago Pian di Lee
Lago Pian di Lee
Il vallone di Vassola da Testarebbo
Il vallone di Vassola da Testarebbo
Ciavanis e Bellavarda
Ciavanis e Bellavarda