Punta Chiappa



Punta Chiappa è un dito roccioso che si protende nel mare, tra Camogli e Portofino. Alta qualche metro, è fratturata dall'incessante urto delle onde. Roccia nuda, è ospitale per rade erbe che sopportano la salinità e l'arsura estiva, ma è segnata da ben tre opere umane: una scaletta per scendere all'attracco, una torretta della Wehrmacht, un mosaico che raffigura la Madonna protettrice dei marinai. Nei giorni intorno al solstizio d'inverno, il dito punta verso il sole che scompare nel mare, mentre la luna piena vi sorge alle spalle, scavalcando il Monte di Portofino e illuminandola dall'alto. È stato molto bello vedere il giorno spegnersi, farsi sempre più buio, per poi riaccendersi al chiarore lunare.
Prima in compagnia di qualche persona che era venuta a godersi il tramonto e di un gatto nero e bianco delle case vicine; quindi in completa solitudine; poi con la compagnia invisibile dei cinghiali, che nel bosco accanto al sentiero del ritorno raspavano nel buio alla ricerca delle ghiande dei lecci, per ritrovare finalmente altri bipedi e i gatti tra le case di San Rocco.
La sera era molto mite, ma l'umidità salmastra mi ha inzuppato i capelli e il notes su cui segno i dati che mi servono a preparare l'uscita, dalle coordinate astronomiche del sole e della luna agli orari del treno. Anche la fotocamera ad un certo punto ha cominciato a chiedere pietà, nonostante nelle pause la tenessi nella custodia assieme a un sacchetto di gel di silice. Ho così deciso di lasciar perdere con un po' di anticipo sul programma. Ma sono comunque riuscito a portare a casa gli scatti che avevo in mente, anche se mi sarebbe piaciuto restare di più per aspettare che il cielo si sgombrasse di nubi.

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© 2008-2021
Sergio Chiappino

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