Sottozero


Quiete. Costa di granito rosa, Bretagna

The heat was hot and the ground was dry
But the air was full of sound

Il caldo era opprimente e il terreno secco
ma l'aria vibrante


I ruvidi massi ammorbiditi, foresta di granito rosa tra acque viola, sono cosparsi di casette di madreperla e monopolizzano il mio sguardo: la verde foresta di pini e casette di pietra, a riva, mi pare graziosa ma accessoria. Mi affretto, perché ho il terrore di venire raccolto su un’isola effimera come uno scappato dal Mediterraneo, in infradito sul ghiacciaio. Mi arresto sulla soglia dell’isola dove inventano i sogni delle bambine, nel timore che i cerberi mi sparino. Rivendico con orgoglio i pinoli incantati strappati come cimelio al tappeto di aghi, grazie all’arrampicata a piedi nudi sui massi abrasivi.













Al tramonto il mare inspira e poco alla volta la avvolge e mi assorbe.

Tumulto. Estuario del Couesnon, Normandia

After nine days, I let the horse run free
'Cause the desert had turned to sea

Dopo nove giorni ho lasciato il cavallo libero galoppare
perché il deserto era mutato in mare


La folla e l’oceano gorgogliano come la fonte tempestaria, si intrecciano come capelli al vento e inondano ogni cosa. Era meglio scandagliare l’anima in solitudine, che tra le folle oceaniche bramanti oceano, radunate al rito collettivo dal fischietto della vecchia guardia con la canotta arancio. Mio papà spesso sognava di pedalare accanto a un canale, che poi si dilatava fino a divenire oceano e fagocitarlo: fossi capace di vegliare a oltranza come un monaco, starei impassibile a contemplare la fine del tumulto, ma sono invece trascinato in moto browniano, sballottato da oceano e folla.






Nel cielo buio riesco ancora a vedere una meteora, nonostante le palpebre così pesanti da quasi schiacciare un riccio a terra.

© 2008-2026
Sergio Chiappino

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