Mallrise Hernandez

Topografia lunatica


Darkness, darkness, be my pillow
Take my head and let me sleep
In the coolness of your shadow
In the silence of your deep

Darkness, darkness, hide my yearnin'
For the things I cannot see
Keep my mind from constant turnin'
To the things I cannot be

Oscurità, oscurità, sii il mio cuscino
Prendi la mia testa e fammi dormire
Nel fresco della tua ombra
Nel silenzio del tuo profondo

Oscurità, oscurità, nascondi il mio desiderio
Per le cose che non posso vedere
Impedisci alla mia mente di voltarsi continuamente
Verso le cose che non posso essere


Fiat lux

La luna è ormai quasi l'unica manifestazione celeste contemplabile dall'immensa città di Babele (nel senso della biblioteca di Borges) che è la pianura padana, durante il dì al sodio tra crepuscolo e alba. Peraltro quasi nessuna delle sue genti urbanizzate vi fa caso, tranne giusto qualche bambino prontamente messo in riga dalla mamma, essendo surclassata dalle violente repliche elettriche come fonte di luce.
Anzi, si meraviglia assai quando per sbaglio la scorge, tanto che è una delle principali cause di avvistamenti ufo e le foto che la esaltano con lunghi teleobiettivi, ora accessibili a chiunque grazie a photopills e app analoghe e perciò molto in voga, generano uau a iosa. Peraltro poi sono giustificati dal fatto che i fari da stadio sono così intensi che, nella loro ombra, non mi serve la pila per leggere la bolla del cavalletto, quasi sempre potrei scattare a mano libera con il tele buio, persino alla sensibilità minima del sensore, e, anzi, devo chiudere un bel po' il diaframma affinché la foto catturi il movimento delle automobili.
Prima che il progresso la relegasse all'oblio, ben diversa era la considerazione di cui godeva, come testimonia san Massimo, vescovo di Augusta Taurinorum al crepuscolo dell'impero romano: allora si usava correrle in soccorso con gran strepito allorché si eclissava, evidentemente perché non si poteva fare a meno di essa.

Il progetto

Sebbene non sia possibile restituirle lo status passato, ho almeno cercato di evidenziare i suoi negletti passaggi fra sfondi di mesta quotidianità nel sobborgo urbano ad alto consumo di suolo in cui vivo: le sue architetture, quelle osservabili dai suoi confini e il traffico motorizzato, la forma di vita predominante lungo dei percorsi obbligati per evitare un casello e delle vie di accesso allo shopping, al food, all’entertainment e all’outdoor.
Avvio così un sistematico progetto topografico a lungo termine, come lo era stato in precedenza un laghetto in un'area protetta, ma stavolta a km 0, generalmente senza necessità di spostamenti in auto: infatti i confini comunali sono così angusti che, durante l'iterazione delle clausure pandemiche che vietava di oltrepassarli, era inevitabile violare le restrizioni con qualunque passeggiata. Lo ideai vagamente oltre dieci anni fa in seguito a un'osservazione accidentale in stazione, di cui nel frattempo ho smarrito la documentazione fotografica. Tuttavia a lungo lo portai avanti solo in maniera occasionale, allorché mi accorgevo fortuitamente che la luna era in posizione favorevole. Alla fine ho approfittato dell'opportunità di un domicilio coatto, durante una lunga mutua in seguito a un incidente in montagna, per applicarmi in maniera più strutturata, con tanto di esplorazioni di inquadrature e annotazione in tabella degli azimut di tralicci e depositi di rottami. Tuttavia pure vagabondaggi serendipici nei brevi intervalli propizi, perché uno scorcio trascurabile può d’incanto divenire fotografico per la presenza della luna, ma anche di un’auto in doppia fila o di un canetto delizioso.
Il motore visivo è senz'altro il contrasto tra il fascino ancestrale della luna, con la sua forza di entità ultraterrena che occhieggia nelle notti urbane desacralizzate, con le sue millenarie stratificazioni di immaginario, con le sue relazioni magiche con il nostro mondo, con la storia e la mitologia della sua mirabolante esplorazione scientifica e tecnologica, giustapposte alla desolazione architettonica della periferia edificata in un giorno di cattivo umore. Il tema potrebbe prestarsi a interpretazioni simboliche, ma confesso di essere negato per le metafore, né il fotografo deve imporre la sua lettura.

Technicalia

Il limite geometrico a questa ricerca è la necessità di focali medio-lunghe per evidenziare la luna, come hanno imparato a proprie spese i fonofotografi: la lente prevalente è stata un 35-100 per microquattroterzi. Tuttavia le vie tra i palazzoni non sempre offrono spazi sufficienti e sarei liquidato come squilibrato, se avessi la faccia tosta di richiedere il comodato gratuito del balcone, della finestra, del tetto, per di più spesso a orari improponibili, ai compaesani sconosciuti, ai supermercati o alle fabbriche.
Inoltre la luce favorevole è un bene raro, poiché la luna ha da essere bassa per l'angolo di campo ristretto e il chiaro diurno ai suoi estremi. Infatti, quando tramonta o sorge di notte le luminosità di giorno sintetico e regolite illuminata dal sole si amalgamano solo nei pressi dei divertimentifici notturni. Invece nei luoghi marginali è generalmente troppo luminosa rispetto al terreno, non appena si eleva dal provvidenziale strato caliginoso dell'inversione termica (maledetto sia il föhn che sgorga l'aria e incide la luce). Per contro quando è bassa in pieno giorno si stacca poco dal cielo, chiaro all'orizzonte, ed è pertanto difficile da evidenziare anche con il polarizzatore, senza contare che sotto i raggi secchi del sole la caoticità dell'architettura priva di visione coerente è difficilmente gestibile.

Socialia

Certo mi sento in imbarazzo a dover spiegare perché una notte pianto piedi e un trespolo, che gli automobilisti scambiano goliardicamente per autovelox, nell’erba brinata davanti a palazzine in stile Togliattigrad, anni luce dai territori dove la gente scema e senza poesia crede abbia un senso fotografare qualcosa di diverso da sé stessi. Riuscire a rabberciare un «Documento il passaggio della luna su Beinasco», una sera d'inverno a una ragazzina è assai più difficile che giustificare la passione per le escursioni, di cui almeno il lato sportivo è socialmente accettato. C'è il rischio che mi prendano per squilibrato, che è una valida intuizione, ma socialmente a rischio per lo stigma che ancora aleggia sui matti e la gente stramba in genere, in una società dominata dall'ideologia della normalità.
A differenza di quando giro per monti, raramente scambio una parola con gli utenti dei servizi sociali seduti a chiacchierare sulle panchine, o i maranza accanto al falò sull’asfalto tra le case popolari, o i padroni di cani, ovvero la poca gente che non può adoperare l’auto per andare in centro città, o non vi proviene per andare al cartodromo, ma gira a piedi fuori orario in questi quartieri periferici. Sebbene mi vedano interrogativi girare la notte con il cavalletto ritratto appeso al collo o esteso a bordo strada, sono molto accorto nel scegliere punti di ripresa lontani dalla loro curiosità. Per fortuna la maggior parte cammina distratta e non mi presta attenzione, a meno che per puro caso sia diretta verso di me.
Solo ai limiti del chiaro, come un qualunque passeggiatore metropolitano con il borsello a tracolla, in mezzo alle distratte folle all’uscita dei cubi di cemento per l’intrattenimento e il consumo, tra i pendolari incupiti, posso passare inosservato. Solo allora posso chiedere permesso agli accampati sulle scale del multipiano con i panini e la Cocacola, per accedere a un punto di ripresa sopraelevato, posso appostarmi lungo le vie di accesso, i parcheggi e i benzinai senza essere osservato con sospetto. E se un pedone mi passa davanti si limita ad accelerare per non intralciarmi, come sul lungolago, senza capire dove accidenti sto puntando la fotocamera.
Pertanto prima dell'insalubre gratificazione allo schifezzaio deposito a casa l'attrezzatura, perché non reggerei lo sguardo interrogativo della cameriera quasi in fase di svacco, se mi presentassi con le due misteriose tracolle rossa e nera all'una e mezza di sabato. Gli autisti dell'ultima corsa dei bus si fermano al bar perennemente aperto con il caffè peggiore della galassia, o forse al distributore di sigarette, mentre io cerco altre sostanze psicotrope accompagnate da sale grosso aromatizzato all'olio rifritto, ma senza aroma di pesce perché quello esala attorno al ponte. La tivù trasmette l'ennesimo aspirante Sinner e soffici tocchi di chitarra elettrica e batterie accarezzate gli altoparlanti, tra i tavoli ormai spopolati come la Val Soana, tra i camerieri che fissano il cellulare e si slacciano il grembiule desiderando il cuscino. Per il conto tondo il cassiere non può ulteriormente arrotondare per difetto, anche se sa che pago sempre in contanti.
Nel rientro a casa, tra il traffico ancora intenso e sempre più veloce con gaudio dell’ufficio economato, devo essere svelto sulle strisce, come ero stato accorto la sera, quando l'automobilista non aveva neppure rallentato al semaforo rosso pedonale. Comunque finché le ragazzine a zonzo, temendo per la propria incolumità, o qualche residente alla finestra, riconoscendo un incendiario in chi fissa i bidoni della monnezza al confine della proprietà, o una vecchia materna e apprensiva, temendo che mi buschi un malanno, non mi costringerà a giustificarmi con sanitari, carabinieri, alpini o sanvincenzo, fino ad allora chissenefrega e tutto bene.

LIDL
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Supergs
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OWW
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Corso Tazzoli
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Niente ruota panoramica a Torino? Ci pensa Beinasco
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Capricorno
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Niente ruota panoramica a Torino? Ci pensa Beinasco
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Cimitero Parco
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Monviso
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Tangenziale
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Casello
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Via San Giacomo
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Via Donizetti
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Strada Torino
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globo
globo
Tangenziale
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Asilo nido Garelli
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Mecaplast
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globo
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Via Mascagni
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Grattacielo Sanpaolo
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Passerella Zuin
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IP
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Viale del Risorgimento
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Rodacciai
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Tangenziale Sud
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atp
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Global Cars
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Flash
Flash
Flash
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Roofrise
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TEAR aspiratori cappe
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Mezzaluna Rossa
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Flash
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Gesù Maestro
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Mecaplat
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Rotonda caduti
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Le Fornaci Mega Shopping
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Convento
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Arrivederci Beinasco
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Via delle Fornaci
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Svincolo Drosso
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Flash
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ASD Mazzola
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Aldo Mei
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Inceneritore del Gerbido
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Esso
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ipercar
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LIDL
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Arcaplanet
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Strada Torino
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Piazzale cimitero
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Via Aldo Moro
Via Aldo Moro
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Via Fratelli Bandiera
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Inceneritore del Gerbido
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Stazione merci
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Euroavicola
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Brunzo Zevi e Caduti
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1511
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5
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Sabato sera
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Bacio di Venere
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Via Mascagni
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Via San Giacomo
Via San Giacomo
Via San Giacomo
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Via Mascagni
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Tangenziale
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Art Site Park
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Via Mirafiori
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29 Palms
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The Space cinema
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Via Donizetti
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Pizza
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Via Puccini
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AAA ah ah ah
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Frasi
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Strada Torino 90
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Bar tabacchi
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Strada Torino
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Convento
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Largo Torino
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Croce Rossa
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Superga
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Uadi Sangone (Zhōngqiūjié)
Uadi Sangone (Zhōngqiūjié)
Uadi Sangone (Zhōngqiūjié)
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Via Fratelli Bandiera
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MD
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48
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Sergio Chiappino

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