I laghi del Valasco

Valle Gesso

4 agosto


Lago inferiore di Valrossa
Lago inferiore di Valrossa

Diario di viaggio

Risalgo dalle terme di Valdieri al Valasco insieme a numerose famiglie, che vanno al piano a fare picnic o a mangiare la polenta all'ex casa di caccia di Vittorio Emanuele II.
La vecchia mulattiera tagli i tornanti della sassosa militare, passando accanto al torrente e attraversando diversi canali di slavina. In particolare, poco prima del piano i versanti dirupati sono spogli di alberi, accumulati sul letto del rio dalla furia della neve.

In cima alla salita, prima ancora di affacciarmi sul pianoro, imbocco la mulattiera che sale a destra, ma solo dopo essermi rinfrescato alla sorgente che c'è poco dopo l'attacco. Non sono partito troppo di buon'ora e la temperatura è già decisamente estiva.
Nel primo tratto, fino al limite della vegetazione, la mulattiera è parecchio rovinata, perché corre allo sbocco di un canale di slavina, come testimoniato dalla scarna vegetazione e dai tronchi spezzati. Sale a serpentine fin quasi al passo di Costa Miana, una serie infinita. Salendo fa la sua comparsa il versante occidentale dell'Argentera, ancora in ombra nella luce mattutina: la parete inclinata alla sommità del Corno Stella è l'unica zona illuminata dal sole. A mano a mano a mano che il giorno avanza, il sole che s'innalza rischiara sempre più dettagli.
Al limite degli alberi fanno la comparsa le prime pietraie rosse, che la mulattiera attraversa con tratti molto ben conservati. Sopra di noi domina il pendio un picco rosso, alla base del quale troveremo il bivio per la Valrossa. Oltre, la mulattiera disegna un ampio semicerchio in un suggestivo circo petroso e va a infilarsi nello stretto intaglio del passo di Costa Miana, il punto più alto dell'anello. Da qui si abbraccia tutto il resto del percorso che ancora ci aspetta, a mezza costa fino al lago del Claus, che si mostra sottile sottile.
Un panoramico tratto in morbida discesa porta alla deviazione per il lago inferiore di Valrossa, che dal bivio si raggiunge in due minuti. Mai nome fu più appropriato: rocce arancio nel lago e rosse sulle montagne che vi fanno da corona. Un ambiente davvero fascinoso, nonostante ci sia poco più che pietraie.

Mentre mi rilasso, sento alcuni sassi muoversi dietro di me. Mi volto, pensando che siano altri escursionisti. Non vedo nulla. A stretto giro di posta ne sento altri. Mi accorgo allora che un mamma camoscio col cucciolo stanno aggirando il lago, stando alti per evitarmi. Nel punto più vicino a me mi soffia contro e prosegue circospetta, sempre col piccolo che non la perde di vista. Con tutta calma, scomparendo e ricomparendo tra le rocce, fanno il giro fino alla sponda opposta alla mia e poi spariscono dietro un dosso.
Riprendo la marcia per la mulattiera che taglia il pendio, mentre l'emissario scende ripido ad un pianoro erboso e di lì precipita al Valasco. Si costeggia un piccolo lago senza nome dai colori accesi. Si risale brevemente, si doppia un costone dietro cui scompare la Valrossa per poi passare sopra un precipizio che dirupa fino al Valasco e godere della vista sul selvaggio vallone di Prefouns, uno dei miei lunghi preferiti di questa zona, almeno visto da lontano. L'ho sempre visto con le nuvole, quando ha un aspetto quasi patagonico. Una breve discesa, con vista sulla spettacolare mulattiera nella pietraia che precorreremo tra poco, porta poco a valle del lago di Valscura, che si raggiunge in qualche minuto di risalita. Qui incontro due cuccioli di stambecco.
Risalito un costone, si percorre il tratto più spettacolare della militare, dove la strada è una rassicurazione antropica nel caos primordiale dei massi accatastati disordinatamente, quasi una protezione dalla natura selvaggia e ostile.

Intanto il preannunciato temporale pomeridiano si avvicina: nuvoloni risalgono la valle a vanno ad addensarsi sulle cime, le prime gocce bagnano la pelle. Spero di fare qualche foto al lago del Claus con l'amata nebbia, ma le nuvole salgono troppo in fretta. Così vi passo fermandomi solo il tempo per rivestire lo zaino. Oltre accelero il ritmo per andarmi a riparare al rifugio Questa. Nell'ultimo tratto la pioggia è sottile e fitta, quasi un piacere dopo una giornata nel caldo agostano.
Al rifugio aspetto che il temporale si sfoghi sorseggiando un tè. Scambio due parole con un ragazzo ceco di passaggio, parole che non riporto qui perché quest'incontro merita un racconto a parte.
Verso le 18 il cielo rischiara, compare l'arcobaleno e cessa di piovere. Indosso una maglia in più, perché si è alzato un vento freddo, e scendo. Mi sarebbe piaciuto completare l'anello del Valasco, proseguendo verso i laghi di Fremamorta, ai piedi del vallone di Prefouns, per poi scendere dalla mulattiera dove la strada comincia a salire per il Colletto del Valasco. Ma è tardi e scendo quindi per la diretta verso il piano superiore del Valasco, la cascata e la casa di caccia. Il cielo non si sgombra come avrei sperato per fermarmi a qui a fotografare il tramonto: spessi nuvoloni stazionano sulle cime, ancora mentre scendono si odono tuoni e cade qualche goccia. La discesa passa così un po' in sordina, in stile CAI, dove non fa parte della gita. Ogni tanto mi volto, non so se sperando che rischiari per pentirmi della scelta di scendere, oppure sperando che rimanga coperto per lasciare i monti senza rimpianti. Vince la seconda opzione, almeno fino al Valasco, dove ancora vedo le cime, circa mezz'ora prima del tramonto.

Galleria fotografica

Argentera in ombra
Argentera in ombra
Pietraia rossa
Pietraia rossa
Picco
Picco
Roccia stratificata
Roccia stratificata
Lago inferiore di Valrossa
Lago inferiore di Valrossa
La mulattiera in Valrossa
La mulattiera in Valrossa
Lago senza nome
Lago senza nome
Vallone di prefouns
Vallone di prefouns
La mulattiera tra i laghi del Claus e di Valscura
La mulattiera tra i laghi del Claus e di Valscura
Prima del temporale (Monte Matto)
Prima del temporale (Monte Matto)
Lago del Claus
Lago del Claus
Arcobaleno dal rifugio Questa
Arcobaleno dal rifugio Questa
Picco nella nebbia
Picco nella nebbia