Anello di Pogallo

Val Grande

28 ottobre


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L'affluente della val Sorda confluisce nel Rio Pogallo

Diario di viaggio

La Val Grande è un insieme di valli dall’orografia contorta e aspra, che per questo è priva di strade al proprio interno. La strada asfaltata che finisce a Cicogna è così stretta che nei tornanti bisogna fare le manovre e se si incrocia qualcuno bisogna cercare un passaggio largo per affiancarsi. Le borgate più interne non sono mai state raggiunte dalla strada e sono ancora oggi a diverse ore di cammino dalla civiltà. Per questo sono state abbandonate molto presto e sono diventate un luogo mitico, oggi abitato da qualche solitario in fuga dalla civiltà che cerca il rapporto con il selvaggio e con altre persone che lo apprezzano. Andando a Velina, borgo a 3 ore di marcia dalla strada, si trovano dei messaggi su lavagnette di un certo Giampi che avvisa dove trovarlo. A Velina vivono due persone, che si arrangiano coltivando l’orto e ospitando gente di passaggio. Uno di questi, un ingegnere milanese cinquantenne trasferitosi lì, va a fare la spesa a Cossogno (a 5 ore di marcia) con una gerla, attraversando il primo torrente a nuoto e il secondo a balzi su massi giganteschi. Non parliamo poi degli alpeggi e dei monti interni. Ci sono dei sentieri, ma sono molto difficoltosi; se li si perde, è quasi impossibile tornare a valle, a causa della conformazione del territorio. Naturalmente mancano rifugi: gli unici punti d’appoggio sono dei bivacchi in cui mancano persino i materassi.

Noi abbiamo fatto un tranquillo anello da Cicogna che tocca la borgata di Pogallo, a circa un’ora e mezza più a monte.
Prima di partire, ci siamo fermati a Rovegro, il paese prima di Cicogna, per scendere al cosiddetto ponte romano, un ponte medievale a schiena d’asino, una quindicina di metri sopra il rio San Bernardino. Dalle foto noterai che il torrente scorre in una gola profonda. Tutti i torrenti che ho visto in Val Grande sono così, compresi quelli attraversati dall’ingegnere di cui sopra.
Da Cicogna abbiamo seguito una notevole mulattiera detta strada Sutermeister, dal nome dell’industriale verbanese che la fece costruire per sfruttare il legname della zona di Pogallo. A causa del clima molto piovoso (2700 mm/anno, il triplo di Torino) e dell’isolamento, in questa valle si erano formate foreste secolari, che attirarono l’interesse dell’industria del legno. Sin dal Seicento si iniziò a sfruttare le zone più remote e l’attività divenne sistematica all’inizio del Novecento, quando si arrivò a tagliare “i faggi di Adamo”, selve che prima mai nessuno aveva toccato. Al principio il legname veniva trasportato a valle per flottazione: il legname veniva accumulato in un bacino artificiale sostenuto da una diga di legna e sassi, al cui centro vi era un’apertura munita di una robusta porta. Nei periodi in cui il torrente aveva una portata elevata si apriva la porta e la legna era trasportata dall’impeto dellla corrente fin nel Lago Maggiore, dove veniva recuperata. All’inizio del Novecento questa pratica fu vietata perché devastante per gli argini, e così in Val Grande furono costruite numerose teleferiche per trasportare la legna alla ferrovia della Val d’Ossola.
La strada Sutermeister fu costruita a inizio Novecento; prima per Pogallo bisognava fare un giro ben più lungo, di 10 chilometri con 600 metri di dislivello, che abbiamo poi percorso al ritorno. È un’opera nettamente diversa dalle solite mulattiere, molto più robusta, tanto che resiste ancor oggi intatta. L’ambiente è bellissimo: sulla sinistra la valle precipita nella gola del verde torrente, che ci separa dall’altro versante, dove rocche di scisti si alternano ai boschi in un paesaggio pittorico.
La prima costruzione di Pogallo che incontriamo è il cippo in memoria di una decina di partigiani fucilati dai nazifascisti nel 1944. Tutta la Val Grande fu teatro di violenti scontri; il paese di Velina fu bombardato e distrutto, mentre il suo ponte fu fatto saltare dai resistenti nel vano tentativo di fermare l’avanzata tedesca. Dietro il cippo si vede l’edificio in rovina della segheria Sutermeister. Delle case di Pogallo, alcune sono ristrutturate e usate come abitazioni del tempo libero da persone che amano questi luoghi insoliti. La peculiarità costruttiva dell’Ossola è il tetto di pietra. Dalle mie parti si costruisce un’intelaiatura di legno e vi si appoggiano le lastre di pietra, quasi parallele al legno; qui invece le pietre sono disposte in orizzontali e si sostengono da sole, come in un muretto a secco sporgente.
Da Pogallo siamo risaliti in un bosco di faggio, lungo la mulattiera usata prima della costruzione della strada Sutermeister. Certo la tecnica costruttiva non è quella degli ingeneri novecenteschi, ma non mancano curiosità. Laddove il sentiero taglia pendii ripidi, per sorreggerlo sul lato a valle sono stati piantati a distanza regolare dei faggi, tenuti dritti da cavi d’acciaio che li avvolgevano e ora sono stati inglobati dalle cortecce. Terminiamo la salita su una china erbosa da cui si ammirano le cime che chiudono la val Pogallo, ora nascoste dalle nubi. Lungo di esse corre uno spettacolare percorso attrezzato simile al Sentiero Roma, detto Sentiero del Bove. Seguiamo la china che sale ancora un po’, per poi andare a finire in un pendio che discendiamo, fino all’Alpe Prà, punto panoramico sul Lago Maggiore e sui Corni di Nibbio, una ardita catena.
Siamo quindi scesi a Cicogna, l’ultimo borgo civilizzato, oggi abitata da una ventina scarsa di persone e in buona parte inghiottita dal bosco. Gli abitanti che lavorano sopravvivono di pastorizia: durante una gita a maggio ho comprato dell’ottimo formaggio di capra.

Una delle gite che mi sono piaciute di più.

Galleria fotografica

La mulattiera che scende da Rovegro al ponte romano
La mulattiera che scende da Rovegro al ponte romano
Il ponte romano dal lato di Rovegro
Il ponte romano dal lato di Rovegro
La gola a valle del ponte romano
La gola a valle del ponte romano
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L'arcata del ponte romano
Lungo la strada Sutermeister
Lungo la strada Sutermeister
Formazioni di rocce scistose
Formazioni di rocce scistose
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L'affluente della val Sorda confluisce nel Rio Pogallo
Scisti in Val Pogallo
Scisti in Val Pogallo
Bosco autunnale di fronte a Pogallo
Bosco autunnale di fronte a Pogallo
Il monumenti ai partigiani fucilati e i resti della ditta Sutermeister
Il monumenti ai partigiani fucilati e i resti della ditta Sutermeister
Radici di faggio
Radici di faggio
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L'alta Val Pogallo
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L'alpe Prà
I Corni di Nibbio
I Corni di Nibbio
La Casa dell
La Casa dell'Alpino all'alpe Prà