Cormoney

Valle d'Aosta

10 maggio


Maria Ausiliatrice a Pourcil
Maria Ausiliatrice a Pourcil

Diario di viaggio

Cormoney è un alpeggio dell'envers di Donnas e Hône, posto sulla dorsale tra l'isolato vallone del Fert e la valle centrale. La posizione lo rende un eccellente punto panoramico su questo selvaggio e bucolico vallone, così come su molte cime della bassa Vallèe. In più i percorsi che vi arrivano, pur un po' faticosi, offrono molti spunti all'escursionista curioso.

Si parte da Outrefer, frazione di Donnas oltre la Dora. Un sentiero, all'ombra dei castagni cedui cresciuti tra i massi erratici, porta ai piedi di una coloratissima parete di gneiss. Avvicinandosi sono ben visibili gli spit degli arrampicatori sportivi, che adorano queste pareti comodamente raggiungibili in automobile. Un sentiero gradinato ne raggiunge la sommità, aggirandola, e prosegue alternando bosco a tratti più aperti. Molto belli i traversi panoramici accanto ad alcune placche scure, che offrono scorci sia sulla valle che sulle gole del torrente Fert, che nella stagione del disgelo schiuma impetuoso. Viste anche sul sottostante Forte di Bard. In questo periodo il sole riscalda sin dal mattino questo versante, rendendolo una fornace ardente, specie nei tratti allo scoperto. Con gran gioia di un lungo serpente nero, che con rammarico abbandona i tiepidi gradini al nostro sopraggiungere. Un po' meno per i nostri occhi, su cui cola dalla fronte una bruciante soluzione di sudore e crema solare.
La mulattiera gradinata termina nei pascoli bassi dell'alpe Pian, proprio dove si passa sotto una linea dell'alta tensione che segna il paesaggio di questo tratto. Si costeggia a un arancione masso montonato, dove sono molto evidenti la levigatura del ghiacciaio, così come la scistosità della roccia metamorfica. Si tratta di un allungamento dei cristalli in una direzione ben specifica, dovuto alle tensioni meccaniche innescate per l'attrito della placca africana (a cui la roccia appartiene) e quella oceanica sopra cui è scivolata, durante lo scontro tettonico che ha generato le Alpi.
Mentre per noi il versante baciato dal sole del mattino è abbastanza caldo da farci grondare, per una vipera nell'erba fa ancora così freddo che al nostro passaggio se ne resta immobile, ancora rintontita dal torpore della notte.
Ai due alpeggi di Pian, uniti da una pista erbosa, l'occhio cade subito su numerosi castagni monumentali. L'orecchio viene invece catturato dal ticchettio aritmico del picchio a caccia di larve. Fatto rifornimento di acqua alla fonte, raggiungiamo la baita più alta, dove ci facciamo ingannare da un segnale e cerchiamo il sentiero sulla sinistra, mentre bisogna prendere a destra, fino a trovare a sinistra il bivio per Cormoney, nei pressi di alcune barme. A destra se ne va invece il sentiero per Pourcil che percorreremo al ritorno.
Da qui il sentiero si fa più sottile, anche se sempre evidente, ma soprattutto più ripido, senza tregua. Si sale in un bel bosco misto, con qualche esemplare secolare (ricordo un faggio e un pino in particolare), che alterna tratti più densi a radure panoramiche. Si giunge così alla baita solitaria e diroccata di Servaz. A monte vi è un minuscolo fazzoletto erboso, da cui si può ammirare il vallone del Fert e dove ci concediamo una bella pausa. Viene però da chiedersi di cosa vivessero qui, senza prati.
Al di sopra della baita il sentiero si mantiene sullo spartiacque tra il torrente di Pourcil e quello del Fert. Il tracciato è indicato come difficile sulla carta, anche se percorrendolo mi è sembrato solo incredibilmente ripido. Le tacche si fanno più frequenti. Come cinghiali, col naso a sfiorare il terreno, saliamo senza requia fino a sbucare sul prato di Cormoney.

Sta diventando verde proprio in questi giorni. La fioritura più appariscente è quella di pulsatilla alpina, che trova a queste quote il limite inferiore del suo habitat. Il panorama è davvero vasto: perdiamo un bel po' di minuti a riconoscere tutte le cime, carta e bussola alla mano. Il Mombarone, il Monte Mars e la cima Tre Vescovi nella direzione della valle di Gressoney, le dame di Challand proprio di fronte a noi, e poi le cime al confine con il Piemonte: il Bec Renon, il Bec delle Strie, il Monte Debat. Queste ultime sono ancora cariche di neve, che la giornata mite fa slavinare in abbondanza. Capisco perché gli scialpinisti in primvara si alzano tanto presto.
L'attività cumuliforme è limitata: solo il Cervino, di cui intravediamo la base, se ne sta avvolto in una nube, mentre anche i Breithorn sono sgombri. Sotto di noi c'è invece il vallone del Fert, con i suoi alpeggi e le sue cascate. Credo che sarebbe interessante anche un anello che vi scende e poi torna a valle per l'Alta Via 2.
Ce ne stiamo fermi due ore a goderci il posto. Durante la nostra permanenza, un'aquila plana sotto di noi e poi volteggia verso le rupi del Bec Cormoney, dove un'altra la raggiunge.
Queste creste dirupate avevano fatto sorgere, qui come altrove, la leggenda della presenza di uomini selvaggi, depositari di saperi ancestrali. È interessante notare come, in culture in cui i saperi venivano presi quasi in blocco dalla generazione precedente, si fosse formato il mito secondo cui sarebbero stati sempre immutabili e presi in blocco da leggendari esseri sapienti. Oggi, invece, la tecnologia e l'economia per sopravvivere hanno bisogno di sostituire incessantemente il vecchio, per cui si è formato anche quello opposto secondo cui l'ultima merce è sempre un passo avanti.

Scendiamo verso Grangettes, per il sentiero che parte dalla parte bassa del prato, accanto a una baita diroccata. A differenza di quello di salita, questo non era solo una traccia per i pastori, ma è stato concepito per portare anche le mucche: lo si capisce bene percorrendolo, perché cala in maniera più graduale in un bosco misto. A Grangettes andiamo a vedere il pilone/menhir costruito da un pastore in onore della Madonna, e anche a fare rifornimento di acqua, perché quella dell'abbeveratoio di Cormoney era calda. Come tutti i luoghi attraversati oggi, è deserto (tranne che per un ramarro), ma non abbandonato, solo alla fine letargo invernale, in attesa che le bestie salgano qui come stazione intermedia verso gli alpeggi in quota.
Scendiamo quindi a Pourcil. Come indicato nella relazione di Gulliver, a un tornante a sinistra non bisogna prendere la mulattiera segnalata, ma quella che procede diritta e in pochi minuti giunge alla zona alta dell'alpeggio. Vediamo alcuni vitelli in un recinto, ma nessuna persona, anche se l'odore dell'erba tagliata ne denuncia il recente passaggio. Giriamo per i vicoli tra le case ben tenute e facciamo merenda accanto alla semplice cappella dedicata a Maria Ausiliatrice.
Dalle spalle della chiesa si prende il 5A, che va a superare il torrente e poi con dei saliscendi e quindi una discesa torna alla zona alta di Pian. Per la strada c'è un bel punto panoramico, che però ci rammenta che poco sotto passa la linea dell'alta tensione.
Da qui si ripercorre la pista erbosa fino al limite inferiore degli alpeggi e poi gli interminabili 400 metri di scalinate. In salita era stata una colata di sudore, ora è un po' una purga. Fortuna che i bastoncini danno una mano alle povere ginocchia. Se non altro riesco a comporre una foto che avevo previsualizzato in salita, ma per cui non avevo trovato il soggetto giusto: stavolta invece, grazie all'inconsapevole aiuto del compagno di escursione, riesco a individuarlo. Intorno alla metà ci concediamo un po' di tregua e poi riprendiamo, fino a baciare la pianura ai piedi delle ultime pareti di gneiss. Tra le case troviamo un cane rumoroso, che al mattino dormiva ancora, e alcuni bambini che giocano sotto lo sguardo delle mamme.

Bibliografia

, Cormoney da Outrefer, Gulliver
M. Broglio (a cura di), La valle di Champorcher, Aosta 2002

Galleria fotografica

Gneiss e castagni
Gneiss e castagni
Panorama da sopra Outrefer
Panorama da sopra Outrefer
Torrente del Fert
Torrente del Fert
Castagno monumentale a Pian Dessus
Castagno monumentale a Pian Dessus
Cormoney
Cormoney
Monte Mars e Mombarone
Monte Mars e Mombarone
Cascata nel vallone del Fert
Cascata nel vallone del Fert
Bec delle Strie
Bec delle Strie
Pulsatilla Alpina
Pulsatilla Alpina
Bosco misto verso Grangettes
Bosco misto verso Grangettes
Pourcil
Pourcil
Pourcil
Pourcil
Maria Ausiliatrice a Pourcil
Maria Ausiliatrice a Pourcil
Vita tra le rocce
Vita tra le rocce