Pioggia d'autunno


È autunno. Piove da tre giorni, ora fitto, ora sottile. I vetri ne portano i segni.

Esco sul balcone.

Le gocce si susseguono dense e veloci a formare dei rivoli.


La cosa curiosa della pioggia, per un fotografo, è che non la si vede quasi mai. Se non c'è uno sfondo collaborativo, è invisibile ma presente per via laterale. Nelle pozzanghere, ad esempio.

Ma anche se sulle foglie le gocce sono invisibili, ne ricevono in regalo una delicata lucentezza

Si fa buio. Di notte i colori scompaiono ai nostri occhi. L'atmosfera si fa cupa e opprimente; da Blade Runner ai noir di serie B tutti ne hanno abusato.

È il momento di una passeggiata sotto la pioggia sottile, senza ombrello né macchina fotografica, per assaporare il picchiettare delle gocce sul cappello. Cammino finché le gocce si mescolano insieme e annullano la loro individualità per formare un velo uniforme sulla giacca. Ormai anche il fumo dei camini, dopo aver riscaldato la case, vuole rifugiarvisi all'interno.

È l'ora di un tè fumante.